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Il solo parlare di libertà non significa conoscerla!

Alcuni dicono (o credono) di essere liberi e, sicuramente, tutti vorremmo esserlo. Ci sono molti modi per ottenere la libertà e ognuno di noi sceglierà quello che gli è più consono. Alcuni di questi, potrebbero essere:

  1. scontare la pena
  2. evadere
  3. svegliarsi
  4. vivere tutte le esperienze necessarie

Scontare la pena

Se ho fatto qualcosa che in qualche modo ha danneggiato degli altri la società mi punisce chiudendomi per un determinato periodo di tempo in uno spazio limitato e controllabile in modo che io possa vedere ciò che ho fatto diventandone consapevole.

Evadere

Innanzitutto, per evadere, bisogna essere coscienti di essere in prigione. Bisogna vedere che ci sono le sbarre, cercare e trovare una via di fuga e conoscere il modo di percorrerla.
Il sistema utilizza molti modi per nasconderti le sbarre. Ti offre una gamma vastissima di opportunità per farti credere di essere libero. Del resto la palla è tua e sei tu che devi giocarla!


Svegliarsi
(o meglio, risvegliarsi)

Svegliarsi da cosa? E poi, cosa significa svegliarsi? Io sono sveglio, lo comprova il fatto che sto leggendo queste righe, che sto guardando lo smartphone, che sto camminando sul marciapiede evitando di sbattere contro tutti quelli che incontro.
Ma perché suona così insistentemente quest’autobus, con chi ce l’ha?
Perché tutti mi guardano?
E cosa sto facendo in mezzo alla strada?
Naturalmente questo è solo un banale esempio, ma se lo analizziamo a fondo scopriremo che non lo è poi così tanto.


Vivere tutte le esperienze necessarie

E qui casca l’asino. Qualcuno penserà che questo significhi avere molta conoscenza, quindi si impegnerà in lunghi e faticosi periodi di studio, per poi trovarsi ad affrontare la vita quando la gioventù è sfiorita e non gli rimangono più così tante energie e nemmeno la giusta quantità di incoscienza per attraversarla, senza contare che quello che ha imparato, nel frattempo è stato superato dai tempi. Qualcun altro potrà pensare che non gli servono altre esperienze, perché quelle che già si è fatto gli possono bastare, trovandosi ad asciugarsi le lacrime e andando in depressione alla prima difficoltà. Altri ancora non si porranno neppure il problema e continueranno per la loro strada come se niente fosse. Ci sarà chi ha l’attitudine al comando e farà esperienza aiutando gli altri nella loro; ci sarà pure chi non ha quest’attitudine, ma vorrà comandare lo stesso, facendo lo sbruffone o il furbo e ci riuscirà fintanto che gli altri non si risveglieranno. Ci sarà poi una moltitudine che subirà lamentandosi anche quando gli avvenimenti saranno a loro favore e non lo vedranno perché sono abituati a lamentarsi.

Ovviamente, ci sono tantissime altre possibilità e una sola vita non basterà per sperimentarle tutte, quindi, vivere tutte le esperienze necessarie, potrebbe tranquillamente essere sostituito da vivere tutte le vite necessarie.

Ma la libertà? Quando arriva?
E cosa significa veramente?
È così impegnativa questa parola!
Ma alla fine cosa sto cercando?
Non sarà che voglio una vita come la intendo io, solo ed esclusivamente a mio favore e che nessuno mi disturbi?
Ma mi sa che non è così che funziona. Del resto come potrei fare esperienza delle cose che già conosco se non annoiandomi!

Ah, ci sono, libertà è accettare ciò che mi succede fintanto che non sarò in grado di cambiarlo, libertà è che attraverso l’accettazione inizierò a comprendere, libertà è che iniziando a comprendere inizierò a star bene con me stesso e con tutto ciò che mi circonda…

A questo punto, però, mi viene un dubbio: ma non sarà che libertà è semplicemente sentirsi liberi senza cercare di esserlo?



Scritto da Roberto Calaon
Pubblicato per la prima volta nel 2019 e revisionato il 3 Giugno 2020

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