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Comunicazione e benessere sono complementari

L’una non può esistere senza l’altro, perché se non stiamo bene con noi stessi non riusciremo ad avere scambi costruttivi con gli altri, quindi non comunicheremo, per contro, se non siamo in grado di comunicare non riusciremo ad esprimerci e tutto ciò che rimane inespresso, dopo un po’ di tempo, creerà dei blocchi che a lungo andare potranno trasformarsi in disagi o in malattie: carenza di benessere.

Ovviamente, ogni situazione è diversa e sarà vissuta/sentita in modo personale, molto dipenderà dalle esperienze e dalla situazione culturale e ambientale di ogni individuo. Bisognerà, inoltre, tenere conto delle credenze individuali e collettive, le quali stanno alla base delle convinzioni, generando abitudini e aspettative: se calcoliamo poi anche convenzioni e convenienze allora ci saranno molte più incomprensioni. E se ci si mette di mezzo l’ego (la personalità, l’orgoglio)… la frittata è fatta!

Ecco perché comunicare, ad un certo punto della vita, diventa indispensabile. Ma, come già detto, lo si può fare solamente in una situazione relativa di benessere. Per questo motivo è utile imparare a comunicare prima con se stessi. È meno difficile di quanto pensi.
Quello che segue potrebbe essere un esempio di dialogo interiore.

« Quando mi appare una difficoltà comincio a chiedermi cosa posso aver fatto perché si sia creata questa situazione ed evito di colpevolizzare gli altri. Spesso riesco ad uscirne evitando di arrabbiarmi imprecando contro questo o quello e dopo un bel respiro profondo, trovo istintivamente il modo di uscirne. Ovviamente non tutte le difficoltà sono così facili da gestire, ma il solo fatto di aver evitato di imprecare e di arrabbiarmi sprecando la mia energia, mi ha consentito di porre la giusta attenzione attivando l’automatismo istintivo (non la mente lenta, razionale e succube di un ego non governato) che unito all’intuito mi ha permesso di uscire dalla situazione creatasi. “Tutto questo si svolge solitamente in una frazione di secondo”. Poi, alla fine della giornata, a casa, in tutta tranquillità, seduto e rilassato, chiudo gli occhi e ritorno con la mente a quanto successo, evitando ulteriori pensieri e dopo un po’ riesco a comprendere che quella situazione l’avevo veramente creata io. Anche quando sembra causata da altri e può sembrare che tu non c’entri affatto, rilassandoti e riflettendo, se sarai onesto con te stesso, scoprirai che, anche se credevi di essere lì per caso, in verità eri lì proprio per quel motivo e, a volte, riuscirai persino a scoprirne il perché. »

Bene, questo è il primo passo per iniziare a comunicare con se stessi. A proposito, è fondamentale non giudicarsi, il giudizio sospende il rilassamento e il dialogo interiore creando dei sensi di colpa illusori. E poi, se non l’abbiamo fatta prima quella cosa che poteva evitarci la difficoltà, significa che in quel momento non eravamo in grado di pre-vederla! Quindi, non giudichiamoci. Lo fanno già abbastanza gli altri, almeno cerchiamo di non farlo noi verso noi stessi! La condizione essenziale per iniziare a comunicare con se stessi è evitare di giudicarsi, solo così diventeremo sempre più bravi in questo potente esercizio e potremo iniziare a conoscerci.

Il percorso è appena iniziato, perché conoscersi significa imparare a rispettarsi e rispettarsi significa anche rispettare gli altri e a questo punto la possibilità di comunicare con chi ci troviamo davanti diventa sempre più possibile. In effetti chi si sente rispettato non avrà alcuna difficoltà ad ascoltare, si metterà automaticamente in gioco e anche quando il contenuto della comunicazione non coincide con le sua aspettative potrà attivare una comunicazione con se stesso, arrivando persino a mettere in forse le sue convinzioni perché qualcuno gliel’ha fatto notare gentilmente.

E aggiungo anche che tutti e due si sentiranno meglio, si sentiranno a proprio agio, perché tutti e due sono riusciti ad esprimersi, prima con se stessi, poi con l’altro e ancora con se stessi creando così un circolo virtuoso e positivo che li farà stare bene. Una vera e propria condizione di benessere che potrà permettere loro di comunicare ancora e non solo tra di loro ma con altri, altri e altri ancora.



Scritto da Roberto Calaon il 26 Maggio 2020

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