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Chi legge il cartello non mangia vitello!

È un vecchio modo di dire. Significa che non devi prendere per oro colato tutto ciò che viene detto da chi, per qualche motivo, vuole attirare la tua attenzione!

Ovviamente, non sto parlando di cartelli segnaletici o di pericolo, per i quali, invece, bisogna porne molta di attenzione! Sto parlando dei messaggi che promettono miracoli, di messaggi iperbolici con disegni, foto e video costruiti ad arte, con testi accattivanti che mirano a destare il tuo interesse per condurti verso un punto di vista polarizzato, verso un’opinione, un’ideologia o verso quel particolare prodotto. Anch’io, da ex pubblicitario, ne ho costruiti molti di quei messaggi e vi garantisco che il modo per presentarli, essendo questi strettamente legato agli usi e costumi dell’epoca, era ed è tutt’ora infinito.

I mezzi per veicolare questi cartelli sono veramente molti: manifesti stradali, pieghevoli di vari formati, volantini, furgoncini colorati con forme bizzarre, programmi televisivi e film inseriti tra una pubblicità e l’altra, inserti pubblicitari mascherati da articoli, comunicazioni istituzionali guidate e/o di parte, banner e messaggi di ogni tipo su internet che ti ripropongono incessantemente ciò che tu hai già cercato precedentemente e che ora non ti interessa più. Tutte queste realizzazioni sono supportate da scelte accurate di testi, immagini, suoni e colori, ognuno dei quali svolge il ruolo di primadonna per catturare la tua attenzione e ogni scelta viene fatta con il sostegno di sofisticate ricerche di mercato con acquisti e scambi di dati sensibili per conoscerti sempre di più, cosicché al momento opportuno l’automatismo scatti. Ovviamente l’automatismo è l’acquisto, la preferenza o, a seconda dei casi, il comportamento!

Per molti anni ho fatto il pubblicitario collaborando con professionisti, con piccole e grandi aziende oltre che a multinazionali e devo dire che la maggior parte dei miei clienti teneva molto alla qualità dei propri prodotti: era facile lavorare con loro, tutto era relativamente semplice, perché il messaggio che creavo poteva rispecchiare fedelmente le qualità del loro prodotto. Certo, anche a me è successo di dover progettare delle campagne accattivanti per prodotti o servizi che non mi esaltavano, ma se questi non erano perlomeno discreti, il rapporto non durava a lungo. Se non mi convincevano, se non mi “prendevano” non ne usciva la giusta immagine di qualità e, appena possibile, me ne andavo. Sono stato fortunato perché ho esercitato la professione in un periodo dove il rispetto per le persone era fondamentale, l’esatto contrario di quanto avviene ora e, per amore della verità, dirò che, con il brutto modo di lavorare che caratterizza quest’epoca, non so se ne sarei così attratto.

Ma torniamo a noi e al titolo di questo testo. Abbiamo un corpo e dei sensi: vediamo, sentiamo, odoriamo, assaggiamo e tocchiamo. Nel cartello c’è tutto questo ed è sempre un mix ben condito che controlla e dirige con maestria le nostre emozioni e, conseguentemente, i nostri pensieri (in questo caso i nostri desideri, le nostre scelte). Ma se per un istante ci fermiamo e iniziamo a riflettere staccandoci dal caos emotivo del desiderio che ci induce a dare per scontate proposte e soluzioni che scontate non lo sono affatto, ci scopriremo a pensare con la nostra testa e allora capiremo perché: “chi legge il cartello non mangia vitello!” E, almeno per quel momento, non avendo abboccato, ci sentiremo soddisfatti di noi.

Tanti momenti così formano un nuovo essere più forte, più presente, più consapevole e potremo scoprire persino che quel cartello, apparentemente insignificante, era stato posto lì esclusivamente per noi, per stimolarci, migliorandoci e facendo emergere sempre più la nostra essenza.

l’ombra

Ci sono persone che si offendono per un nonnulla, anche quando la propria ombra gli passa davanti. Ma in certi momenti della giornata, il sole è alle spalle e non possono farci niente.
E allora, perché prendersela?

Smetti di cercare e troverai…

In una leggenda dei Nativi Americani, il Creatore riunisce tutti gli animali e dice:
«Voglio nascondere qualcosa agli umani fino a che non siano pronti per averla: la consapevolezza che sono loro stessi a creare la propria realtà».
«Dalla a me. La porterò sulla luna”, dice l’aquila».
«No, presto arriverà il giorno in cui essi andranno lassù e la troveranno».
«E se la portassimo nelle profondità dell’oceano?», chiede il salmone.
«No, anche lì la troverebbero».
«La sotterrerò nelle grandi pianure», dice il bufalo.
«Presto scaveranno e la troveranno».
«Nascondila dentro loro stessi», dice la saggia nonna talpa.
«Fatto», dice il Creatore. «È l’ultimo posto nel quale guarderanno».